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All IPCC definitions taken from Climate Change 2007: The Physical Science Basis. Working Group I Contribution to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, Annex I, Glossary, pp. 941-954. Cambridge University Press.

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Il cosiddetto Climategate delle emails del CRU indica che c’è una cospirazione in atto

Che cosa dice la Scienza...

Sebbene il tono di alcune corrispondenze private non sia propriamente commendevole, un esame accurato delle email “incriminate” rivela la presenza di discussioni tecniche del tipo comunemente impiegato nel trattare di articoli scientifici peer reviewed. Focalizzarsi solamente su alcune email “incriminate” significa cercare di sviare l’attenzione dalla mole di evidenze sperimentali riguardanti il riscaldamento globale di natura antropica.

Le argomentazioni degli scettici...

Alcuni hackers hanno fatto irruzione nel database della Università dell’East Anglia – CRU e poi hanno messo i files rubati in Internet. Le 1079 email ed i 72 documenti sembrano proprio la prova di uno scandalo che coinvolge scienziati che spingono sulla teoria del riscaldamento globale provocato dall’Uomo, e lascia intravedere una sorta di cospirazione e collusione finalizzata alla esagerazione dei dati, una probabile distruzione dei informazioni imbarazzanti, una forma di resistenza organizzata contro il disvelamento dell’imbroglio, manipolazione dei dati , ammissione in privato delle pecche delle loro affermazioni pubbliche ed altro ancora (Andrew Bolt, Herald Sun).

  Diverse indagini indipendenti hanno scagionato gli scienziati da qualsiasi accusa di manipolazione circa l’episodio delle email super gonfiato dai media.


In Novembre i servers della Università della East Anglia in UK sono stati oggetto di una intrusione illegale ed alcune email furono trafugate. Quando alcune di queste email scambiate dagli scienziati, furono pubblicate su Internet, alcuni passi furono riportati in maniera subdola e  gli scienziati stessi accusati di una specie di cospirazione per sostenere il riscaldamento globale. Allora cosa dicono queste email? Talune di esse sono certamente imbarazzanti per gli autori. In una di queste con cattivo gusto ci si riferisce alla morte di uno degli scienziati scettici del Clima. Vengono riportate aspre discussioni con scettici quali Steve McIntyre e Roger Pielke, ed addirittura immagini di carattere violento, Comunque la questione cruciale è se queste email rivelino se i dati sono stati falsificati. Per stabilire ciò occerre capire alcuni aspetti della scienza trattata nelle email al fine di evitare riportare frasi che fuori dal contesto hanno un altro significato.  


"Il trucco di Make su Nature" e  "nascondere il declino"


La email più citata è di Phil Jones che discutendo dei paleo-dati impiegati per ricostruire le temperature del passato dice (la sottolineatura è di chi scrive):
 "Ho appena finito di applicare il trucco di Mike su Nature applicandolo ai dati in tempo reale degli ultimi 20 anni (cioè dal 1981 in poi) ed a quelli di Keith dal 1961 in poi per nascondere il declino.
"Il trucco di Mike su Nature" si riferisce ad una tecnica usat in un lavoro pubblicato su Nature dal ricercatore  Mann (Mann 1998).  Il “trucco” è una tecnica che permette di plottare dati strumentali recenti assieme a dati ricostruiti. Ciò al fine di inquadrare il recente trend di riscaldamento globale in un più ampio contesto di cambiamento di temperatura a più lunga scala. Il malinteso più comune di queste email è l’intendere il termine declino come riferito ad una diminuzione delle temperature. Nella realtà si riferisce ad un declino della affidabilità dei dati degli anelli degli alberi nel riprodurre le temperature dopo il 1960. Si tratta in effetti del noto problema chiamato “problema della divergenza”, che si presenta nell’uso dei proxy degli anelli degli alberi che appunto differiscono dalle temperature misurate strumentalmente dopo il 1960. Di questo problema si è discusso in letteratura sin dal 1995, suggerendo che la causa potrebbe risiedere in un cambiamento della crescita degli anelli dovuto alla temperatura stessa manifestatosi negli ultimi  decenni (Briffa 1998). Lo stesso problema è stato pure esaminato recentemente da Wilmking 2008 esaminando diverse tecniche atte ad eliminare la divergenza. Pertanto quando si guarda alle email di Phil Jones nel contesto dell’argomento scientifico trattato non emerge un complotto o una cospirazione sul Clima ma semplicemente una discussione tecnica che tratta delle tecniche disponibili riportate sulla letteratura scientifica peer reviewed. Altro sulla mazza da hockey ed il problema della divergenza...


Trenberth's "non possiamo mascherare la mancanza di riscaldamento"
La seconda email più citata è quella scambiata con lo scienziato del Clima e ricercatore principale della IPCC Kevin Trenberth. La citazione dice  testualmente: "Il fatto è che non possiamo dare spiegazione  della attuale mancanza di riscaldamento e non possiamo mascherarlo."  Gli scettici hanno interpretato la frase come se gli scienziati del Clima ammettessero segretamente che il riscaldamento globale si era interrotto. Nella realtà Trenberth stava discutendo un lavoro che aveva pubblicato da poco nel quale esaminava il bilancio energetico del pianeta, quanta energia entra nel sistema climatico, quanta ne esce e dove finisce (Trenberth 2009). Nell’articolo Trenberth discute come noi sappiamo che il pianeta si sta riscaldando a causa dell’aumento di anidride carbonica. Ciononostante le temperature superficiali talora mostrano dei brevi periodi di raffreddamento. Ciò a causa della variabilità intrinseca e Trenberth appunto lamentava che il nostro sistema di osservazioni non è in grado di conto di tutta la energia che fluisce all’interno del sistema climatico.  Altro sul mascheramento di  Trenberth's ...

La seconda email più citata è quella scambiata con lo scienziato del Clima e ricercatore principale della IPCC Kevin Trenberth. La citazione dice  testualmente:  Gli scettici hanno interpretato la frase come se gli scienziati del Clima ammettessero segretamente che il riscaldamento globale si era interrotto. Nella realtà Trenberth stava discutendo un lavoro che aveva pubblicato da poco nel quale esaminava il bilancio energetico del pianeta, quanta energia entra nel sistema climatico, quanta ne esce e dove finisce (). Nell’articolo Trenberth discute come noi sappiamo che il pianeta si sta riscaldando a causa dell’aumento di anidride carbonica. Ciononostante le temperature superficiali talora mostrano dei brevi periodi di raffreddamento. Ciò a causa della variabilità intrinseca e Trenberth appunto lamentava che il nostro sistema di osservazioni non è in grado di conto di tutta la energia che fluisce all’interno del sistema climatico.  


La intera mole di evidenze del riscaldamento globale umano


Un punto importante da tenere in evidenza è che queste email riguardano una manciata di scienziati che discutevano di alcuni aspetti dei dati climatici. Anche senza questi dati, restano comunque una considerevole massa di evidenze, pazientemente collezionate da gruppi scientifici autonomi appartenenti a Istituzioni sparse in tutto il mondo. Che cosa hanno trovato? Che il pianeta sta continuamente accumulando calore . Quando si mette assieme tutto il calore accumulato neglo oceani, sulle terre e l’atmosfera più l’energia richiesta per sciogliere iI ghiacci e le calotte polari, significa che il pianeta sta accumulando calore ad un ritmo di 190260 Gigawatt negli ultimi 40 anni (Murphy 2009). Considerando una centrale nucleare tipica da 1 Gigawatt immaginiamo 190mila centrali che riversano direttamente la energia prodotta per riscaldare il nostro terreno, oceano, sciogliere ghiacci e riscaldare aria…
Questo accumulo di calore provoca la perdità di ghiaccio in tutto il globo dall’Artico all’Antartide. Sia la Groenlandia che l’Antartide stanno perdendo ghiaccio ad un ritmo accelerato (Velicogna 2009, ). Anche l’Antartide orientale dianzi ritenuto troppo freddo e stabile attualmente sta riducendo i suoi ghiacci (Chen 2009). La disintegrazione dei ghiacciai sta pure accelerando. Il ghiaccio marino artico sta diminuendo così rapidamente che le osservazioni superano anche le previsioni di peggior scenario della IPCC. La combinazione riscaldamento degli oceani-scioglimento dei ghiacci ha dato luogo ad un innalzamento del livello del mare che si posiziona sul limite superiore delle previsioni IPCC.
L’aumento della temperatura ha un impatto sugli animali e sulle specie vegetali in tutto il mondo. La distribuzione degli alberi, delle piante e di molte specie di animali si sta muovendo verso le regioni settentrionali. Poiché l’inizio della primavera avviene ogni anno sempre prima, gli animali e le piante si adattano a questo sfasamento delle stagioni. Gli scienziati osservano che la riproduzione delle rane, la nidificazione degli uccelli , la fioritura e le migrazioni avvengono sempre prima ogni anno (Parmeson 2003). Ci sono anche molti altri segnali di un diffuso riscaldamento. La altezza della tropopausa, uno degli strati della nostra atmosfera, sta aumentando(Santer 2003). Il permafrost artico, che copre circa il 25% del terreno dell’emisfero settentrionale,si sta riscaldando e degradando (Walsh 2009). La fascia tropicle si sta estendendo (Seidel 2007). Tutti questi risultati sono concordanti con il riscaldamento globale.
Che cosa causa questo accumulo di calore? Gli uomini immettono una enorme quantità di anidride carbonica in atmosfera- 29 miliardi di tonnellate nel 2009 (CDIAC). La teoria dell’effetto serra prevede che una maggior quantità di anidride carbonica in atmosfera catturerà l’energia termica (IR)  in uscita verso lo spazio. Come lo osserviamo? La anidride carbonica  assorbe il calore a determinate lunghezze d’onda . I satelliti negli ultimi 40 anni  hanno rilevato che che meno calore sfugge nello spazio a queste lunghezze d’onda.(Harries 2001, Griggs 2004, Chen 2007). E questo calore dove va? Misure in superficie hanno trovato maggior quantità di calore ritornante indietro sulla Terra (Philipona 2004). Manco a dirsi questo aumento avviene alle stesse lunghezze d’onda di assorbimento della anidride carbonica (Evans 2006). Ciò rappresenta l’impronta digitale umana sul riscaldamento globale.
Esiste una gran quantità di evidenze sperimentali che provano che il riscaldamento globale è provocato dalla attività dell’Uomo. Le poche e suggestive email di cui si è detto rappresentano un utile alibi per coloro  che non vogliono vedere la realtà del cambiamento climatico. Ma comunque non cambiano in nulla  la validità scientifica che si è raggiunta circa il ruolo dell’Uomo nei riguardi del riscaldamento globale.

Translation by lciattaglia, . View original English version.



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